Roma 2013, Marino chiude campagna elettorale: andiamo a votare e liberiamo Roma

2013-06-07 12

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"Dobbiamo andare a votare e dobbiamo liberare Roma e farla tornare a respirare, a sperare, a sorridere. Roma rinascera' dalla palude in cui e' caduta in questi anni". Cosi', il candidato sindaco di centro sinistra Ignazio Marino, che questa sera ha chiuso la sua campagna elettorale a piazza Farnese. Nel corso del suo intervento, Marino ha ribadito alcuni punti chiave della sua campagna elettorale: "In atac assumero' autisti e operai non cubiste ed ex pugili e cerchero' un amministratore unico competente in trasporti, non in razze equine". "Stop alle consulenze, dobbiamo trovare le risorse tra i dipendenti del Comune". "Sono orgogliosissimo di essere un marziano rispetto alla politica cui ho assistito in questi anni". Poi, rivolto al sindaco Gianni Alemanno: "Dopo 5 anni di disastri che sono sempre colpa di altri, la sicurezza e' colpa del Governo, i rifiuti della regione, ma qual e' il compito del sindaco in questa citta'?". "Vogliamo indietro la nostra Roma", ha aggiunto rivolgendosi alla platea radunata a piazza Farnese, dove tra gli altri erano presenti Paolo Gentiloni, Marco Miccoli e decine di consiglieri comunali e regionali del Pd. Tra gli altri, era atteso anche Stefano Rodota', che ha avuto un problema di ritardo e non ha fatto in tempo a partecipare alla chiusura della campagna. Marino lo ha chiamato per ringraziarlo e lo ha salutato dal palco durante il suo intervento. In piazza, qualche centinaio di sostenitori con cartelli con su scritto: Daje Marino, libaraci da sto casino". Mentre sul palco, era prevista la traduzione dei vari interventi nella lingua dei segni, per consentire ai sordomuti presenti di comprendere i vari messaggi. "Daje, vinciamo in tutti i municipi", ha chiuso Marino prima di buttarsi tra la folla di sostenitori mentre sulla piazza risuonava la canzone "La notte dei desideri" di Jovanotti